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La micropaleontologia
di: Dario Rosa

La micropaleontologia è quella parte della paleontologia che si occupa dello studio dei microfossili tramite l'ausilio di un microscopio.
I principali organismi di cui si occupa la micropaleontologia sono:
1-acritarchi
2-briozoi
3-chitinozoi
4-coccolitoforidi
5-conodonti
6-diatomee
7-dinoflagellati
8-foraminiferi
9-graptoliti
10-ostracodi
11-radiolari

Tutti questi organismi sono di particolare interesse scientifico ma vengono principalmente studiati quei fossili che hanno un'elevata importanza a livello stratigrafico. Ecco perché micropaleontologia e stratigrafia vanno di pari passo.
Vediamo ora le caratteristiche generali delle più importanti specie.

Conodonti

conodonti

Hanno una distribuzione stratigrafia che và dal Cambriano Superiore sino al Triassico. I conodonti non sono nient'altro che i denti di un'animale ben più grande: il conodonte (appunto). Sono costituiti da apatite e presentano una struttura che è quella tipica del comunissimo dente, ossia è ben visibile una cartilagine basale, lo smalto e la dentina.
Il conodonte (inteso come animale) è stato collocato nella sistematica nel gruppo dei “Vertebrati-Agnati” ossia senza mandibole. Essi presentano:
1-una notocorda
2-una muscolatura divisa in miomeri a forma di V
3-la coda con una pinna
4-la simmetria bilaterale del corpo
5-la testa posta anteriormente alla notocorda
6-occhi ben sviluppati

Erano animali marini ed hanno una notevole importanza in: biostratigrafia, paleoecologia, geologia regionale e ricerche petrolifere.

Vertebrati-Agnati

 

Acritarchi

acritarchi

Il termine acritarco significa di “origine incerta”. Questo gruppo di animali comprende tutte quei microfossili a parete organica non collocabili negli altri gruppi noti.
Sono costituiti da vescicole sferoidali con una ornamentazione superficiale. Hanno dimensioni comprese tra 20 e 120 μm. Si ritiene che siano organismi ad affinità vegetale.
I più antichi acritarchi risalgono agli scisti Proterozoici (1900-1600 Ma) della Siberia. Questi rappresentano i più antichi organismi planctonici comparsi sulla Terra.

 

 

 

 

Dinoflagellati

dinoflagellati

Sono protisti ad affinità vegetale. Sono conosciuti dal Giurassico. Hanno dimensioni che variano dai 20 sino ai 150 μm. Sono organismi unicellulari con il guscio costituito da sporopollenina.
Presentano un nucleo molto grande e due flagelli ventrali (utilizzati per la locomozione).
Durante il ciclo vitale dei dinoflagellati si ha la formazione di una ciste all’interno della teca.
Allo stato fossile vengono solitamente ritrovate le cisti.
Le cisti sono quasi sempre provviste di un’apertura dovuta alla perdita di una o più placche della teca, attraverso la quale la cellula abbandonava la ciste. La superficie delle cisti può essere liscia o ornata con creste, granulazioni, piccole spine ecc.

 

 

Chitinozoi

chitinozoi

I Chitinozoi sono piccole vescicole organiche a forma di bottiglia. La parete è costituita da una sostanza chitinosa.
Hanno dimensioni comprese tra 30 e 1500 μm (la maggior parte misura 150-300 μm). Hanno un range stratigrafico che và dall’Ordoviciano Inferiore sino al Devoniano.
Il loro habitat "pseudo-coloniale" e soprattutto il fatto che ogni chitinozoo sia ermeticamente sigillato nei confronti dell'ambiente esterno ha condotto alla proposta che essi fossero o involucri con fini riproduttivi (ossia uova) oppure stadi di riposo (cisti) che si aprivano solamente alla maturità dell'individuo.
Una recente teoria sostiene che la scomparsa del gruppo alla fine del Devoniano potrebbe non rappresentare una vera estinzione, ma corrispondere ad un profondo mutamento nel comportamento dell'organismo produttore di chitinozoi.
Il Carbonifero inferiore è considerato come un periodo in cui la vita si diffuse sulle terre emerse. È quindi possibile che gli organismi produttori di chitinozoi abbiano lasciato l'ambiente marino ed adottato un modo di vita terrestre. Le uova di insetti, ad esempio, simili in composizione, forma e struttura ai chitinozoi, sono praticamente assenti nella documentazione fossile.

 

Coccolitoforidi

coccolitoforidi

 

I Coccolitoforidi sono Protisti ad affinità vegetale noti sin dal Giurassico. Sono organismi unicellulari con uno scheletro di calcite. Le loro dimensioni sono comprese tra 2 e 100 µm.
I Coccolitoforidi sono racchiusi in un guscio più o meno sferico, la coccosfera, costituito da minuscole placchette calcaree dette coccoliti.
Queste placchette, che nei viventi sono tenute insieme da una membrana sottilissima, possono essere perforate o imperforate. Dopo la morte dell’organismo si ha di solito il disfacimento della coccosfera e le varie placchette si disperdono sul fondo. Per questo motivo, nei sedimenti e nelle rocce vengono di norma ritrovati coccoliti isolati e solo occasionalmente è possibile trovare qualche coccosfera completa.

 

Foraminiferi

foraminiferi

I foraminiferi costituiscono un gruppo di organismi unicellulari eucarioti con guscio biomineralizzato. Sono importanti per la datazione dei sedimenti e per definire l’ambiente deposizionale.


Sono presenti da almeno 570 Ma in tutti gli ambienti marini.
I foraminiferi attuali comprendono circa 5000 specie e sono in grado di costruire gusci dalle più svariate forme e di varia natura.
Possono essere sia bentonici sia planctonici.
Sono tipici degli ambienti marini a salinità normale, ma si trovano anche in acque salmastre degli estuari o lagune e persino nei fondali oceanici. Possono sopportare acque gelide dell’artico o acque surriscaldate dei laghi salati del Sahara.

 

Il presente documento è stato scritto da Dario Rosa per Paleobusiness.com
Quest'ultimo è da considerarsi di libero utilizzo, previo avviso alla nostra redazione. Lo staff di Paleobusiness.com