La piaga dei falsi - parte 2^
di: Francesco Protopapas

Il seguente documento è stato scritto come ampliazione del precedente “La piaga dei falsi” in quanto nell’ultimo anno mi sono imbattuto in nuove falsificazioni, alcune delle quali davvero ingegnose, fatte apposta per chi era abituato a riconoscere i falsi secondo i criteri descritti precedentemente (che restano comunque validi).
In questo breve testo mi baserò su alcuni falsi marocchini che d’altronde  sono anche i più diffusi, anche se non bisogna mai sottovalutare l’enorme quantità di falsi che attualmente esce da paesi come la Cina.

LE TRILOBITI:
STAMPI INNESTATI SU ROCCE ORIGINALI

Nel mondo collezionistico sono i fossili più falsificati al mondo, fino ad oggi una buona parte di questi falsi (parlando di quelli in resina innestati su roccia vera) era facilmente identificabile dalla famosa linea di separazione laterale tra la roccia e la resina (vedi "la piaga dei falsi") .
I falsi di nuova generazione riescono ad ovviare al problema della linea di separazione posta al lato del fossile seguendo il seguente procedimento:

1)Viene preso un campione di roccia originale da uno dei famosi giacimenti devonianici del Marocco in cui realmente si trovano delle trilobiti. Il pezzo di roccia ha forma casuale, quindi non abbiamo più il fatto che le trilobiti in resina si somigliassero un po’ tutte. A volte questi campioni hanno dei frammenti di trilobite visibili, questo rende il falso più realistico.

2) All’interno del campione viene scavata una cavità che può essere al centro, ma i più esperti la creano anche decentrata.

3)Viene riposto lo stampo della trilobite all’interno della cavità, si tappano eventuali bolle d’aria con della resina e la si lascia asciugare.

4) una volta asciugato lo si definisce e si creano le tipiche striature da vibro incisore attorno al fossile ed in buona parte della “matrice”  per cancellare la linea che definisce la roccia dalla resina, e per dare al tutto un aspetto più professionale.

RICONOSCIMENTO:


Per quanto geniale possa essere, fortunatamente le tracce della falsificazione rimangono e sono riscontrabili.

  1. Se si osserva il campione con attenzione, noterete tutto intorno un colore diverso, infatti per quanto si faccia il possibile per evitarlo, la resina ha un colore diverso dalla matrice, e seppure poco a causa delle strisciature del vibro incisore, è visibile.
  2. Restano validi i criteri usati in falsi precedenti, infatti oltre al fatto della linea, nel campione fotografato sono visibili le tipiche bollicine che tradiscono le trilobiti in resina.
Porosità nella resina del falso
Linea di demarcazione

Una cosa che può mettere a suo agio l’acquirente per quanto riguarda l’acquisto di questo falso è il costo, generalmente viene venduto dalle 80 alle 150 euro, cifre per cui un esperto si insospettirebbe perché troppo esigue per un Dicranurus in quelle condizioni, ma che comunque sono abbastanza elevate da poter prendere in giro qualche malcapitato.


ATTENZIONE:
Spine perfette come se fossero pulite a sabbiatrice non sono per forza sintomo di originalità del campione, ho visto vendere un Dicranurus in resina creato con il metodo sopra descritto con le punte pulite per 600 Euro.

 

TRILOBITI TOTALMENTE  FALSE

Trilobiti e roccia completamente falsi

 

 

Sembra incredibile, eppure ho notato che spesso gente inesperta compra inavvertitamente queste trilobiti, proprio perché non si riescono a trovare i caratteri tipici dei falsi.
In questo caso non viene presa roccia, e la resina stessa, striata nel solito modo, funge da matrice.
In questi reperti  non esistono cambi di colorazione ne linee di demarcazione, ma generalmente sono biancastri, anche se a volte le resine vengono colorate per sembrare più naturali.
Da notare nel pezzo fotografato che il Dicranurus è incompleto, proprio per cercare di renderlo il più naturale possibile.
Anche in questo caso i costi non sono bassissimi, si va da 30 – 40 euro per i singoli, fino a migliaia di euro per composizioni di decine di trilobiti anche di specie differenti.

 

 

 

 

 

 

 

LE OFIURE DEL MAROCCO


Da qualche anno, si trovano in commercio le faune degli strato ordoviciani di Kem-Kem (Marocco).
Queste faune consistono perlopiù di celenterati ed ofiuroidi, alcune delle quali molto rare e costose.
La matrice in questo caso ha un colore estremamente simile al fossile, cosa per cui generalmente si abrade la matrice circostante all’organismo in modo da evidenziarlo.
Questo ha dato modo di creare dei falsi sfruttando il colore della matrice e la lavorazione.
1)Si prende uno strato roccioso privo di fossili
2)Si abrade creando le forme delle ofiure che rimangono quindi del tipico colore della roccia.
L’esempio fotografato è molto rozzo, ma ve ne sono di davvero ben fatti
RICONOSCIMENTO:
Una volta che si sa, il riconoscimento è facile e veloce.
Le vere ofiure presentano, oltre alla forma, anche le strutture all’interno, cosa che non si può notare nel falso.

Ofiure vere
Roccia abrasa spacciata per ofiure

 

RICCI DI MARE

Ricci di mare falsi

Per quanto siano facili da identificare, ho visto in vendita dei ricci di mare attuali, riempiti di cemento e spacciati per fossili.


Credo che si capisca a colpo d’occhio che sono falsi.
Il loro costo è contenuto, non superano i  5 euro

 

 

 

 



I DENTI DI OUED-ZEM

 

Dente di Mosasaurus globidens artefatto

Anche in questo caso, il metodo descritto nel documento precedente è diventato obsoleto.
Il principio è lo stesso, un dente vero viene raccolto, ma sfortunatamente senza matrice, qualche tempo fa avrebbero marinato un campione di roccia originale, avrebbero miscelato la polvere con della colla vinilica e magari con qualche dentino di squalo..
Prima che la pagnotta si asciugasse gli si innestava il dente vero.
Questo tipo di falso era facilmente riconoscibile in quanto la roccia anziché essere farinosa come di solito risultava essere molto compatta, e soprattutto mancavano macrofossili apprezzabili in quanto la roccia era macinata.
Attualmente il processo di falsificazione somiglia più a quello descritto per le trilobiti, infatti viene preso un campione di roccia originale, di conseguenza con tutti i fossili etc etc, all’interno vi si fa una piccola cavità in cui verrà alloggiato il dente con pochissima matrice falsa, solo per tenerlo e per coprire eventuali buchi.
L’unico modo per riconoscere questo tipo di falsi è guardare con estrema attenzione la base del dente, e riuscire a notare delle zone ricoperte, e da li capire se il fossile era lì di suo o se vi è stato riposto.
Il costo di questi falsi è uguale a quello degli originali, ed a volte vengono mischiati.
Il campione preso in foto è un Mosasaurus globidens.

Il presente documento non vuole demonizzare i fossili del Marocco, che tralaltro restano i miei preferiti, ma solo rendere noto un triste aspetto che questo mercato porta con se.

Il presente documento è stato scritto da Francesco Protopapas per Paleobusiness.com
Quest'ultimo è da considerarsi di libero utilizzo, previo avviso alla nostra redazione. Lo staff di Paleobusiness.com