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      • Goniatite sp.
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      Goniatite sp.

      55,00 €
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      • Tipologia: Goniatite (ammonoide)
      • Provenienza: Erfoud – Marocco
      • Età: Carbonifero
      • Dimensioni: 104 × 91 × 29 mm
      • Riferimento Paleobusiness: AMM F 24
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      • Certificato di autenticità incluso Certificato cartaceo Paleobusiness con bollino olografico anti-contraffazione.
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      Questo reperto è una goniatite (sp.), proveniente dall’area di Erfoud (Marocco) e datata al Carbonifero. Siamo nel Paleozoico, molto prima della comparsa dei dinosauri: un’epoca in cui gli oceani ospitavano comunità marine complesse e in cui i cefalopodi a conchiglia svolgevano un ruolo importante nella colonna d’acqua. Le goniatiti appartengono agli ammonoidi, un grande gruppo di cefalopodi estinti che ha attraversato lunghi intervalli della storia della Terra, lasciando un record fossile straordinariamente informativo per la paleontologia e la stratigrafia.

      Dal punto di vista biologico, gli ammonoidi erano cefalopodi con conchiglia esterna spiralata, suddivisa internamente in camere separate da setti e collegate da un sifone. Questo sistema aveva una funzione precisa: contribuiva alla regolazione della galleggiabilità, permettendo all’animale di gestire la posizione nella colonna d’acqua. È un aspetto fondamentale anche per capire perché questi fossili siano così comuni nelle rocce marine: una conchiglia mineralizzata, se si deposita in un ambiente favorevole e viene sepolta, ha buone probabilità di conservarsi e di attraversare i processi che trasformano i sedimenti in roccia.

      Il termine “goniatite” è spesso usato per indicare ammonoidi paleozoici caratterizzati da linee di sutura relativamente semplici. La sutura è la traccia visibile del contatto tra i setti interni e la parete del guscio: una sorta di “firma” anatomica che cambia in modo sistematico nel tempo geologico. Nelle goniatiti, le suture sono in genere meno frastagliate rispetto alle ammoniti mesozoiche più note; questa differenza non è un dettaglio tecnico marginale, ma un indicatore della lunga storia evolutiva del gruppo. In una lettura museale corretta, il reperto diventa quindi un modo concreto per introdurre l’idea che il tempo geologico si legge anche attraverso cambiamenti morfologici ripetibili e confrontabili.

      Il Carbonifero è un periodo che offre un contesto particolarmente interessante. A livello globale, la Terra presentava vaste aree marine in cui si depositavano sedimenti capaci di registrare invertebrati, conchiglie e tracce di ecosistemi antichi. In questi mari, gli ammonoidi paleozoici contribuiscono a costruire una “mappa” temporale perché, come altri gruppi guida, mostrano successioni di forme che cambiano nel tempo. Anche quando l’identificazione resta al livello “sp.”, il reperto conserva una lettura scientifica solida: appartiene a un gruppo definito, inserito in un intervallo geologico chiaro e associato a una provenienza che rimanda a contesti fossiliferi noti.

      La provenienza da Erfoud si inserisce nel quadro del Marocco sud-orientale, noto per affioramenti paleozoici e per la presenza di invertebrati marini fossilizzati. In termini di geologia, un fossile non è mai soltanto “un resto”: è un documento naturale che unisce biologia e sedimentologia. La conservazione richiede una sequenza di passaggi: deposizione della conchiglia sul fondale, sepoltura in sedimenti idonei, compattazione e trasformazioni chimico-fisiche che stabilizzano la forma nel tempo. Questa storia tafonomica è parte integrante del valore del reperto, perché spiega come l’informazione originale dell’organismo arrivi fino a noi attraverso processi lunghi e selettivi.

      In collezione, una goniatite carbonifera funziona molto bene anche sul piano didattico perché permette di collegare tre concetti solidi e verificabili. Primo: la profondità del tempo, perché porta lo sguardo nel Paleozoico e nei mari di centinaia di milioni di anni fa. Secondo: l’evoluzione dei cefalopodi a conchiglia, mettendo in evidenza differenze reali tra ammonoidi paleozoici e ammoniti mesozoiche. Terzo: il metodo con cui la stratigrafia utilizza fossili guida e caratteri morfologici per riconoscere intervalli e confrontare successioni. È un modo rigoroso di valorizzare il reperto: ciò che conta è ciò che può essere sostenuto con dati chiari di età e provenienza, senza aggiungere dettagli non verificabili del singolo esemplare.

      Esemplare originale, sottoposto in laboratorio a interventi standard di preparazione, pulizia e preservazione conservativa finalizzati alla stabilizzazione e alla corretta leggibilità del reperto, nel rispetto delle sue caratteristiche e della matrice.

      Questo esemplare viene consegnato con certificato di garanzia e autenticità Paleobusiness.

      Paleobusiness
      AMM F 24
      1 Articolo

      Scheda tecnica

      Identificazione
      Ammonite Goniatite sp.
      Provenienza
      Marocco - Erfoud
      Periodo
      Carbonifero

      Riferimenti Specifici

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