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      • Ammonite Mammites nodosoides
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      Ammonite Mammites nodosoides

      135,00 €
      Prezzo finale
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      • Tipologia: Ammonite
      • Provenienza: Goulmina (Marocco)
      • Età: Turoniano
      • Dimensioni: 142 × 114 × 55 mm
      • Riferimento Paleobusiness: AMM F 58
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      • Certificato di autenticità incluso Certificato cartaceo Paleobusiness con bollino olografico anti-contraffazione.
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      Questo reperto è un’ammonite Mammites nodosoides, proveniente da Goulmina (Marocco) e datata al Turoniano, uno stadio del Cretaceo superiore compreso tra circa 93,9 e 89,8 milioni di anni fa. In questo intervallo i mari erano molto estesi e raggiungevano aree oggi emerse, creando grandi bacini e piattaforme connessi tra loro. È un contesto in cui la vita nella colonna d’acqua era particolarmente ricca: tra gli organismi più rappresentativi figuravano proprio le ammoniti, cefalopodi marini estinti che, grazie alla loro diffusione e alla rapida evoluzione di molte linee, sono diventati strumenti chiave per leggere il tempo geologico.

      Le ammoniti appartengono agli Ammonoidea, parenti lontani dei nautili. Come altri cefalopodi con guscio esterno, possedevano una conchiglia spiralata suddivisa in camere interne collegate da un sifone. Questa architettura aveva una funzione biologica precisa: contribuiva alla regolazione della galleggiabilità, permettendo all’animale di controllare con efficienza la posizione nella colonna d’acqua. Per la paleontologia, la conseguenza è enorme: un organismo diffuso, con guscio mineralizzato e con un’evoluzione relativamente rapida lascia un record fossile spesso abbondante e, soprattutto, stratigraficamente informativo.

      Nel Turoniano, molti gruppi di ammoniti sono utilizzati per costruire zonazioni e correlazioni tra successioni diverse. In questo quadro, il genere Mammites è spesso citato per la sua utilità biostratigrafica: la presenza di determinate specie (e dei loro assemblaggi) aiuta a riconoscere intervalli del Turoniano e a metterli in relazione con altri bacini del dominio tetideo e non solo. Questo è un punto importante in una scheda “da museo”: la solidità del reperto non nasce da descrizioni enfatiche, ma dal legame verificabile tra identificazione, età e provenienza, cioè dai dati che permettono al campione di dialogare con la letteratura scientifica e con altre collezioni.

      Per quanto riguarda la morfologia generale attribuita a Mammites e alle forme riferite a Mammites nodosoides in letteratura, vengono descritti gusci tendenzialmente robusti, con sezione del giro spesso squadrata o rettangolare e un ventre da piatto a leggermente concavo. L’ornamentazione è dominata da tubercoli ben sviluppati: tipicamente tubercoli ombelicali marcati e tubercoli ventrolaterali, spesso distinguibili in una coppia interna ed esterna. In molte trattazioni, viene inoltre sottolineata una tendenza, nel corso della crescita, a sviluppare rilievi sempre più evidenti nelle regioni ombelicali e ventrolaterali. Questi caratteri, presentati in modo generale, sono utili perché spiegano come si riconoscono e si confrontano le ammoniti senza attribuire al singolo esemplare qualità non dimostrabili.

      La provenienza da Goulmina si inserisce nel quadro dei depositi marini del Cretaceo superiore del Marocco, noti per livelli fossiliferi con ammoniti che hanno supportato anche studi stratigrafici regionali. La conservazione di un’ammonite è il risultato di una catena di processi: dopo la morte dell’animale, il guscio può depositarsi sul fondale, essere ricoperto da sedimenti, compattarsi e subire trasformazioni diagenetiche che stabilizzano la forma nella roccia. Questa storia tafonomica spiega perché i fossili non siano “copie perfette” dell’organismo in vita, ma documenti naturali in cui l’informazione biologica e quella sedimentaria si intrecciano. È anche ciò che rende un reperto in collezione un oggetto di conoscenza: non racconta solo un animale, ma l’ambiente e i processi che lo hanno preservato nel tempo geologico.

      Dal punto di vista didattico, un’ammonite turoniana permette di chiarire tre concetti fondamentali. Primo: la scala del tempo, perché un organismo vissuto in un mare cretaceo diventa un indicatore che attraversa decine di milioni di anni. Secondo: il metodo stratigrafico, cioè l’uso dei fossili guida per correlare strati e ricostruire sequenze temporali relative. Terzo: la dinamica degli ecosistemi marini del Cretaceo superiore, in cui i cefalopodi ammonoidi erano componenti importanti delle reti trofiche e della biodiversità della colonna d’acqua. Con pochi dati solidi e verificabili, il reperto diventa già “parlante” e coerente, senza bisogno di aggiungere dettagli che non possono essere dimostrati sul singolo campione.

      Esemplare originale, sottoposto in laboratorio a interventi standard di preparazione, pulizia e preservazione conservativa finalizzati alla stabilizzazione e alla corretta leggibilità del reperto, nel rispetto delle sue caratteristiche e della matrice.

      Questo esemplare viene consegnato con certificato di garanzia e autenticità Paleobusiness.

      Paleobusiness
      AMM F 58
      1 Articolo

      Scheda tecnica

      Identificazione
      Ammonite Mammites nodosoides
      Provenienza
      Marocco - Goulmima
      Periodo
      Cretaceo superiore

      Riferimenti Specifici

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