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      • Rastellum Carinatum
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      Rastellum Carinatum

      30,00 €
      Prezzo finale
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      • Tipologia: Ostrica fossile (bivalve)
      • Provenienza: Madagascar
      • Età: Cretaceo superiore (Cenomaniano)
      • Dimensioni: 90,7 × 39,7 × 35,7 mm
      • Riferimento Paleobusiness: BLV A 31
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      • Certificato di autenticità incluso Certificato cartaceo Paleobusiness con bollino olografico anti-contraffazione.
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      Questo reperto è un bivalve fossile attribuito a Rastellum carinatum, proveniente dal Madagascar e riferito al Cretaceo superiore, con inquadramento cenomaniano. Si tratta di un’ostrica fossile, cioè di un organismo marino filtratore che viveva in ambienti costieri o di piattaforma, stabilizzato sul fondale e legato alla circolazione delle acque per la propria alimentazione. In una lettura museale, fossili di questo tipo sono particolarmente chiari e “didattici” perché raccontano, con un singolo oggetto, sia la biologia dell’animale sia il contesto ambientale in cui viveva.

      Il Cenomaniano è una fase del Cretaceo caratterizzata, in molte regioni, da mari estesi e da ampie piattaforme marine poco profonde. In questi ambienti, la disponibilità di substrati e il flusso costante d’acqua favoriscono comunità bentoniche ricche di invertebrati filtratori. Le ostriche e i bivalvi affini possono diventare componenti frequenti del paesaggio biologico del fondale, contribuendo alla struttura dell’ecosistema e lasciando nei sedimenti una documentazione abbondante e spesso ben riconoscibile. Per questo, una “ostrica fossile” è anche una traccia utile per parlare di antichi ambienti marini caldi e relativamente poco profondi.

      Le ostriche (famiglia Ostreidae) presentano spesso valve asimmetriche e una crescita che risponde alla necessità di stabilità sul substrato. L’alimentazione avviene filtrando l’acqua attraverso le branchie: particelle organiche e micro-organismi vengono trattenuti e convogliati verso l’apparato digerente. Questa strategia rende l’organismo strettamente dipendente dalle condizioni del fondale e dalla circolazione locale, ed è uno dei motivi per cui i bivalvi fossili sono considerati buoni indicatori ecologici quando si ricostruiscono, in termini generali, energia dell’ambiente, natura del sedimento e disponibilità di superfici su cui fissarsi.

      Nel genere Rastellum la conchiglia è descritta come fortemente scolpita, con costolature e pieghe radiali pronunciate che conferiscono un aspetto “corrugato” molto evidente. Per Rastellum carinatum la letteratura riporta un profilo spesso allungato e incurvato, associato a una scultura robusta; inoltre, in alcune opere la specie compare con combinazioni nomenclaturali che richiamano Arctostrea. Questi elementi sono utili per comprendere come si riconoscono le ostriche fossili attraverso l’architettura della conchiglia, senza attribuire al singolo esemplare caratteristiche eccezionali non dimostrabili.

      Dal punto di vista paleontologico, un bivalve-ostrica del Cretaceo superiore è un esempio concreto di “fossile informativo”: pur appartenendo a un gruppo molto diffuso, fornisce indicazioni solide sullo stile di vita e sull’ambiente. La conchiglia registra infatti scelte funzionali legate alla resistenza meccanica, alla stabilità sul substrato e alla gestione del flusso d’acqua necessario alla filtrazione. In una narrazione scientifica sobria, questo permette di collegare in modo diretto forma e funzione: la morfologia non è un semplice ornamento, ma il risultato di adattamenti coerenti con una vita di fondale in ambiente marino.

      La conservazione dei bivalvi fossili è favorita dalla composizione del guscio, prevalentemente in carbonato di calcio. Se la sepoltura avviene in condizioni adeguate, la conchiglia può attraversare i processi di diagenesi mantenendo leggibili i caratteri principali, come pieghe e costolature. Anche quando la mineralogia originale viene in parte modificata, la geometria esterna spesso resta interpretabile, rendendo questi reperti particolarmente adatti sia alla collezione sia alla didattica: mostrano bene come un organismo marino possa lasciare una traccia stabile nel record geologico.

      In collezione, Rastellum carinatum dal Madagascar si inserisce in modo naturale in un percorso sul Mesozoico marino, affiancando ai vertebrati più noti la componente fondamentale degli invertebrati del fondale. È un reperto che supporta un racconto rigoroso sui mari caldi del Cretaceo, sulle piattaforme poco profonde e sull’importanza degli organismi filtratori nella struttura degli ecosistemi. La sua riconoscibilità morfologica e la solidità dell’inquadramento paleoecologico lo rendono adatto a una presentazione chiara e contestualizzata.

      Esemplare originale, sottoposto in laboratorio a interventi standard di preparazione, pulizia e preservazione conservativa finalizzati alla stabilizzazione e alla corretta leggibilità del reperto, nel rispetto delle sue caratteristiche e della matrice.

      Questo esemplare viene consegnato con certificato di garanzia e autenticità Paleobusiness.

      Paleobusiness
      BLV A 31
      1 Articolo

      Scheda tecnica

      Identificazione
      Rastellum
      Provenienza
      Madagascar
      Periodo
      Cretaceo superiore

      Riferimenti Specifici

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