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      • Rastellum carinatum
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      Rastellum carinatum

      30,00 €
      Prezzo finale
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      • Tipologia: Ostrica fossile (bivalve)
      • Provenienza: Tulear, Madagascar
      • Età: Cretaceo superiore (Cenomaniano)
      • Dimensioni: 92 × 45 × 42 mm
      • Riferimento Paleobusiness: VAR C 21
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      • Certificato di autenticità incluso Certificato cartaceo Paleobusiness con bollino olografico anti-contraffazione.
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      Questo reperto è un bivalve fossile della specie Rastellum carinatum, proveniente dall’area di Tulear, nel Madagascar, e attribuito al Cretaceo superiore, con inquadramento cenomaniano. Si tratta di un’ostrica fossile: un organismo marino filtratore che viveva a contatto con il fondale e che ha lasciato come traccia principale la sua conchiglia calcarea. In una lettura museale, un fossile di questo tipo è particolarmente efficace perché unisce riconoscibilità morfologica e valore ambientale: racconta un mare poco profondo, la vita sessile sul substrato e il ruolo degli invertebrati bentonici nella struttura degli ecosistemi mesozoici.

      Il Cenomaniano è una fase del Cretaceo caratterizzata, in molte regioni, da mari estesi e da ampie piattaforme costiere. In questi ambienti, la combinazione di acque calde, disponibilità di superfici di ancoraggio e circolazione costante favorisce comunità ricche di organismi filtratori. Le ostriche e altri bivalvi affini possono diventare componenti frequenti del paesaggio biologico dei fondali: sfruttano le correnti per alimentarsi e, proprio per questa dipendenza dal flusso d’acqua, sono buoni indicatori paleoecologici quando si ricostruiscono condizioni generali come energia dell’ambiente, natura del substrato e dinamiche di deposito.

      Le ostriche appartengono alla famiglia Ostreidae e mostrano spesso valve asimmetriche e una crescita che risponde alle esigenze di stabilità. In termini generali, molte forme sono interpretate come epifaunali sessili: vivono fissate o cementate a un supporto, con una modalità di vita che riduce la mobilità ma garantisce continuità di alimentazione. La filtrazione avviene attraverso le branchie: particelle organiche e micro-organismi sospesi vengono intercettati e convogliati verso l’apparato digerente. Questa strategia, semplice e robusta, spiega perché gli ostracei possano essere molto comuni nei sedimenti marini e perché la loro presenza sia così utile nelle ricostruzioni ambientali su scala geologica.

      Per Rastellum e, in particolare, per Rastellum carinatum, la letteratura descrive una conchiglia stretta e molto scolpita, con un’alternanza di creste acute e pieghe profonde che produce un profilo fortemente corrugato; la linea di contatto tra le valve risulta spesso “incassata”. La specie è inoltre riportata come forma cenomaniana molto allungata e marcatamente incurvata, con scultura radiale fitta e pronunciata, e compare anche in alcune opere con sinonimie che richiamano Arctostrea. Questi caratteri sono riferiti al taxon e costituiscono il quadro morfologico generale utilizzato per il riconoscimento, senza attribuire al singolo esemplare peculiarità non verificabili.

      Un aspetto importante, spesso trascurato, è che gli invertebrati di fondale come le ostriche rappresentano una parte essenziale dell’“ossatura ecologica” degli ambienti di piattaforma: contribuiscono alla complessità del substrato e partecipano ai cicli di materia filtrando l’acqua. Inserire un’ostrica fossile in una collezione tematica sul Mesozoico significa quindi affiancare ai vertebrati più iconici una componente fondamentale dell’ecosistema, necessaria per comprendere davvero la struttura delle comunità marine e la loro distribuzione nel tempo.

      Dal punto di vista della conservazione, i bivalvi hanno un vantaggio naturale: la conchiglia è composta principalmente da carbonato di calcio e, se la sepoltura avviene in condizioni favorevoli, può preservarsi con buona probabilità. Nel tempo, i processi di diagenesi possono modificare in parte la mineralogia originaria, ma spesso lasciano leggibile la geometria esterna, come costolature e pieghe. Questo rende i fossili di ostriche particolarmente adatti anche alla divulgazione: mostrano con chiarezza come un organismo relativamente “semplice”, attraverso la robustezza del suo guscio e le condizioni di deposito, possa lasciare una traccia stabile nel record geologico.

      In collezione e in didattica, Rastellum carinatum è utile anche come reperto di confronto: permette di osservare come cambiano architettura e scultura delle conchiglie tra generi diversi di bivalvi e di introdurre il principio per cui la morfologia è legata alla funzione. La chiave è mantenere una narrazione sobria: descrivere il taxon e l’ambiente in termini generali e verificabili, distinguendo ciò che è certo per il gruppo da ciò che richiederebbe analisi specialistiche puntuali sul singolo campione.

      Esemplare originale, sottoposto in laboratorio a interventi standard di preparazione, pulizia e preservazione conservativa finalizzati alla stabilizzazione e alla corretta leggibilità del reperto, nel rispetto delle sue caratteristiche e della matrice.

      Questo esemplare viene consegnato con certificato di garanzia e autenticità Paleobusiness.

      Paleobusiness
      VAR C 21
      1 Articolo

      Scheda tecnica

      Identificazione
      Rastellum
      Provenienza
      Madagascar
      Periodo
      Cretaceo superiore

      Riferimenti Specifici

      Rastellum carinatum

      30,00 €
      Prezzo finale