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      • Rastellum carinatum
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      • Rastellum carinatum

      Rastellum carinatum

      35,00 €
      Prezzo finale
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      • Tipologia: Ostrica fossile (bivalve)
      • Provenienza: Tulear, Madagascar
      • Età: Cretaceo superiore (Cenomaniano)
      • Dimensioni: 90 × 41 × 36 mm
      • Riferimento Paleobusiness: VAR C 23
      Quantità:
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      • Certificato di autenticità incluso Certificato cartaceo Paleobusiness con bollino olografico anti-contraffazione.
      • Spedizione tracciata e imballaggio protettivo Preparazione rapida e protezioni dedicate per reperti fragili.
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      Questo reperto è un bivalve fossile della specie Rastellum carinatum, proveniente dall’area di Tulear, nel Madagascar, e attribuito al Cretaceo superiore (Cenomaniano). Si tratta di un’ostrica fossile: un organismo marino filtratore che viveva a contatto con il fondale, legato al substrato e alle correnti, e che ha lasciato come traccia principale la propria conchiglia calcarea. In una lettura museale, fossili di questo tipo sono particolarmente efficaci perché permettono di raccontare in modo sobrio e verificabile la vita di fondale nei mari mesozoici, dove gli invertebrati bentonici svolgevano un ruolo strutturale nell’ecosistema.

      Il Cenomaniano è una fase del Cretaceo in cui, su scala globale, i mari risultano spesso estesi e le piattaforme costiere poco profonde rappresentano ambienti diffusi e produttivi. In questi contesti, l’alimentazione per filtrazione è una strategia ecologica estremamente efficiente: un organismo sessile o poco mobile può prosperare sfruttando il passaggio continuo d’acqua, che porta nutrimento sotto forma di particolato organico e micro-organismi. Le ostriche e altri bivalvi affini possono quindi diventare componenti frequenti del paesaggio biologico del fondale, e i loro resti fossilizzati contribuiscono in modo importante alla ricostruzione degli ambienti marini antichi.

      Le ostriche appartengono alla famiglia Ostreidae e sono bivalvi in cui la conchiglia risponde a esigenze di stabilità e protezione. La forma e l’asimmetria delle valve riflettono in termini generali uno stile di vita legato al substrato: molte forme vivono fissate o cementate, mantenendo un rapporto stretto con la circolazione dell’acqua necessaria alla filtrazione. Proprio questo legame con correnti e fondali rende gli ostracei fossili utili per una lettura paleoecologica: non raccontano soltanto “che cosa” viveva, ma suggeriscono “come” viveva e in quale tipo di ambiente, senza bisogno di attribuire al singolo esemplare caratteristiche non dimostrabili.

      Per Rastellum carinatum la letteratura descrive una conchiglia generalmente allungata, fortemente incurvata e caratterizzata da una scultura molto marcata: creste acute e pieghe profonde si alternano lungo la superficie e danno al profilo un aspetto nettamente corrugato. Anche il margine di chiusura tra le valve risulta impostato in modo “incassato”, tratto spesso richiamato come tipico del gruppo. Questi elementi, riferiti al taxon e non a peculiarità del singolo pezzo, spiegano perché la specie sia riconoscibile e perché compaia nelle faune del Cretaceo superiore, in particolare in contesti cenomaniani.

      Un aspetto importante, utile anche in divulgazione, è che gli invertebrati di fondale come le ostriche rappresentano una componente essenziale dell’“ossatura ecologica” delle piattaforme marine: contribuiscono alla complessità del substrato, interagiscono con il sedimento e partecipano ai cicli di materia attraverso la filtrazione. Inserire un fossile come Rastellum carinatum in una collezione tematica sul Mesozoico significa quindi affiancare ai reperti più iconici una testimonianza fondamentale del funzionamento dell’ecosistema, ricordando che la storia della vita non è fatta solo di grandi vertebrati, ma anche di organismi abbondanti e decisivi dal punto di vista ecologico.

      Dal punto di vista della conservazione, i bivalvi hanno un vantaggio naturale: la conchiglia è composta principalmente da carbonato di calcio e può preservarsi con buona probabilità se la sepoltura avviene in condizioni favorevoli. Nel tempo, la diagenesi può modificare parte della mineralogia originaria, ma spesso mantiene leggibile la geometria esterna, come costolature e pieghe. Per questo le ostriche fossili sono reperti particolarmente adatti sia alla collezione sia alla didattica: mostrano in modo chiaro come un organismo di fondale possa lasciare una traccia stabile nel record geologico.

      In una presentazione museale corretta, la chiave è mantenere un racconto rigoroso: descrivere il taxon, il contesto e lo stile di vita in termini generali e verificabili, distinguendo ciò che è noto per il gruppo da ciò che richiederebbe analisi specialistiche sul singolo campione. In questo modo il reperto diventa uno strumento efficace per comprendere i mari del Cretaceo superiore e il ruolo degli organismi filtratori nelle comunità bentoniche, senza forzature interpretative.

      Esemplare originale, sottoposto in laboratorio a interventi standard di preparazione, pulizia e preservazione conservativa finalizzati alla stabilizzazione e alla corretta leggibilità del reperto, nel rispetto delle sue caratteristiche e della matrice.

      Questo esemplare viene consegnato con certificato di garanzia e autenticità Paleobusiness.

      Paleobusiness
      VAR C 23
      1 Articolo

      Scheda tecnica

      Identificazione
      Rastellum
      Provenienza
      Madagascar
      Periodo
      Cretaceo superiore

      Riferimenti Specifici

      Rastellum carinatum

      35,00 €
      Prezzo finale