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    • Dente di Carcharodontosaurus saharicus
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    Dente di Carcharodontosaurus saharicus

    800,00 €
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    • Tipologia: Dente fossile di dinosauro teropode (Carcharodontosaurus saharicus)
    • Provenienza: Formazione Kem Kem, Marocco
    • Età: Cretaceo medio (Albiano–Cenomaniano, circa 100–93 milioni di anni fa)
    • Dimensioni: 98,9 × 36 × 18 mm; diagonale 116,4 mm
    • Note: Piccole opere di restauro e conservazione
    • Riferimento Paleobusiness: DIN P 95
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    • Certificato di autenticità incluso Certificato cartaceo Paleobusiness con bollino olografico anti-contraffazione.
    • Spedizione tracciata e imballaggio protettivo Preparazione rapida e protezioni dedicate per reperti fragili.
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    Questo reperto è un dente fossile di Carcharodontosaurus saharicus, grande dinosauro teropode predatore documentato nel Nord Africa durante il Cretaceo medio, e proveniente dalla Formazione Kem Kem (Marocco). Un dente isolato è un tipo di fossile particolarmente “onesto”: non pretende di raccontare tutto lo scheletro, ma conserva una delle strutture più informative per ricostruire ecologia e strategie di alimentazione dei grandi carnivori. In un approccio museale corretto, il valore del campione sta nella sua capacità di collegare un elemento anatomico resistente a un contesto geologico preciso e a un ecosistema scomparso, senza attribuire al singolo pezzo dettagli non verificabili.

    La Formazione Kem Kem è nota per le sue associazioni di vertebrati e per il ruolo centrale dei grandi predatori nei paesaggi fluviali e costieri del Nord Africa cretacico. In questi ambienti, la fossilizzazione è spesso selettiva: si conservano con maggiore probabilità elementi duri e separabili come denti e ossa robuste, mentre molte parti più delicate vanno perdute. È per questo che i denti, pur essendo “frammenti”, sono fondamentali: rappresentano una traccia stabile di presenza biologica e, insieme a dati stratigrafici, contribuiscono a ricostruire la composizione generale delle comunità.

    Nei grandi teropodi, la dentizione è un apparato funzionale ottimizzato per la predazione e per l’elaborazione del cibo. Un dente racconta soprattutto “meccanica”: presa, taglio, resistenza allo stress. Questo è particolarmente vero nei teropodi con dentizione definita “ziphodonte”, in cui la corona è compressa lateralmente e dotata di margini taglienti. In termini divulgativi, ciò permette di spiegare un principio chiave della paleontologia funzionale: la forma di una struttura biologica riflette la funzione per cui è stata selezionata, anche quando del resto dell’animale non resta che una piccola parte.

    Nei carcharodontosauridi, gruppo a cui appartiene Carcharodontosaurus, i denti sono generalmente grandi e “a lama”, con corona latero-compressa e carene (margini) dotate di denticoli regolari; inoltre è frequente una marcata tessitura dello smalto, con pieghe o rugosità arcuate soprattutto in prossimità dei margini taglienti. Queste caratteristiche sono considerate utili a livello diagnostico e funzionale perché aumentano l’efficienza di taglio e la capacità di gestire carichi meccanici, e sono trattate come tratti ricorrenti del gruppo nelle sintesi sulle dentizioni dei teropodi.

    È importante mantenere un confine metodologico chiaro: un dente consente spesso un’attribuzione a gruppo con buona confidenza, mentre la determinazione fino a specie può richiedere confronti dettagliati e una base di riferimento ampia (posizione del dente nella bocca, variabilità intra-specifica, stato di usura, preservazione). Per questo, anche quando il reperto è presentato come Carcharodontosaurus saharicus, la lettura più rigorosa resta quella che lo tratta come evidenza coerente con un grande teropode carcharodontosauride del Kem Kem, evitando ricostruzioni narrative sull’individuo (età, comportamento specifico, tipo di preda) che non sono dimostrabili dal singolo elemento.

    Dal punto di vista culturale e didattico, un dente di grande teropode nordafricano permette di raccontare un ecosistema in cui grandi vertebrati condividevano ambienti fluviali e costieri, e in cui la rete trofica era strutturata su predatori apicali. È anche un ottimo reperto per introdurre il concetto di “archivio geologico”: un oggetto piccolo rispetto all’animale originario, ma capace di aprire una finestra su tempi profondi, su ambienti scomparsi e sui metodi con cui la scienza ricostruisce il passato a partire da tracce selettive.

    Esemplare originale, sottoposto in laboratorio a interventi standard di preparazione, pulizia e preservazione conservativa finalizzati alla stabilizzazione e alla corretta leggibilità del reperto, nel rispetto delle sue caratteristiche e della matrice.

    Questo esemplare viene consegnato con certificato di garanzia e autenticità Paleobusiness.

    Paleobusiness
    DIN P 95
    1 Articolo

    Scheda tecnica

    Identificazione
    Carcharodontosaurus saharicus
    Provenienza
    Marocco - Kem Kem Group
    Periodo
    Cretaceo medio

    Riferimenti Specifici

    Dente di Carcharodontosaurus saharicus

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    Prezzo finale