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    • Dente fossile di coccodrillo indeterminato
    • Dente fossile di coccodrillo indeterminato

    Dente fossile di coccodrillo indeterminato

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    • Tipologia: Dente di coccodrillo ind.
    • Provenienza: Marocco
    • Età: Cretaceo superiore
    • Dimensioni: 20 × 6.6 × 5.8 mm
    • Riferimento Paleobusiness: RET N 44
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    Questo reperto è un dente fossile attribuito in modo prudente a un “coccodrillo” indeterminato, proveniente dal Marocco e riferito al Cretaceo superiore. In paleontologia, quando si parla di “coccodrilli” in senso lato, è spesso più corretto pensare ai Crocodyliformes: un gruppo che include i coccodrilli moderni ma anche numerose linee estinte, molto diverse tra loro per ecologia e anatomia. Un dente isolato, senza cranio o altri elementi diagnostici associati, è un reperto informativo soprattutto a livello di gruppo: testimonia la presenza di questi predatori (o opportunisti) in un ecosistema del Mesozoico, ma raramente consente un’attribuzione affidabile a genere o specie senza dati stratigrafici e confronti specialistici.

    Il Marocco è uno dei Paesi nordafricani più noti per la ricchezza di vertebrati del Cretaceo superiore, documentati in differenti contesti deposizionali. Alcune successioni continentali e costiere del tardo Cretaceo (per esempio quelle ampiamente discusse per l’area orientale del Paese) hanno restituito assemblaggi molto ricchi di grandi vertebrati, inclusi diversi crocodyliformi. Tuttavia, “Marocco” da solo è una provenienza corretta ma troppo ampia per collegare con sicurezza il dente a un livello specifico o a un ambiente preciso (fluviale, deltizio, costiero). In una descrizione museale rigorosa, il valore del reperto sta quindi nel suo significato generale: un elemento anatomico resistente, prodotto da un rettile semiacquatico o acquatico, entrato nel record fossile attraverso i processi di sepoltura e di conservazione.

    Un dente di crocodyliforme è un ottimo punto di partenza per spiegare come la paleontologia lavora per indizi. I denti sono tra i resti più frequenti nei depositi fossiliferi perché sono strutture dure, facilmente “separabili” dal resto dello scheletro durante la decomposizione e il trasporto, e in molti casi resistono meglio di ossa più sottili. Per questo motivo, ritrovare denti isolati è comune e scientificamente utile: anche quando non bastano a identificare una specie, aiutano a ricostruire la presenza di predatori e la composizione generale delle comunità.

    Nei crocodyliformi, i denti mostrano spesso una corona sub-conica e robusta, talvolta con carene (bordi) lungo i margini mesiale e distale; in diverse forme le carene non presentano seghettature e possono accompagnarsi a striature longitudinali più o meno evidenti. Questi caratteri, considerati nel loro insieme e confrontati con campioni di riferimento, aiutano a distinguere grandi “famiglie di forme” (denti più adatti alla presa rispetto a denti più specializzati per taglio), pur senza trasformare un dente isolato in una determinazione tassonomica arbitraria.

    Dal punto di vista paleoecologico, i crocodyliformi del Cretaceo superiore occupano un ventaglio di ruoli più ampio di quanto suggerisca l’immagine del coccodrillo moderno. Alcune linee sono fortemente legate a corsi d’acqua e pianure alluvionali; altre sono adattate ad ambienti costieri o marini; altre ancora (in regioni diverse) mostrano specializzazioni notevoli. Per un reperto isolato, però, la scelta corretta è non attribuire abitudini specifiche al singolo individuo: ciò che si può dire con solidità è che un dente di crocodyliforme è coerente con la presenza di un rettile predatore o opportunista, inserito in una rete trofica in cui pesci e altri vertebrati rappresentavano risorse alimentari potenziali.

    In collezione, questo tipo di fossile funziona molto bene come “oggetto didattico”: è immediato, robusto e leggibile, e permette di spiegare concetti chiave come la selettività della fossilizzazione (si conserva più facilmente ciò che è duro), il valore degli elementi isolati nella ricostruzione delle faune, e il limite metodologico dell’identificazione quando mancano contesto stratigrafico preciso e materiale associato. Presentato con rigore, un dente di crocodyliforme non è un reperto “minore”: è una tessera reale di un ecosistema del Cretaceo superiore.

    Esemplare originale, sottoposto in laboratorio a interventi standard di preparazione, pulizia e preservazione conservativa finalizzati alla stabilizzazione e alla corretta leggibilità del reperto, nel rispetto delle sue caratteristiche e della matrice.

    Questo esemplare viene consegnato con certificato di garanzia e autenticità Paleobusiness.

    Paleobusiness
    RET N 44
    1 Articolo

    Scheda tecnica

    Identificazione
    Coccodrillo indeterminato
    Provenienza
    Marocco
    Periodo
    Cretaceo superiore

    Riferimenti Specifici

    Dente fossile di coccodrillo indeterminato

    20,00 €
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