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      Dente di Paleocarcharodon orientalis
      Dente di Paleocarcharodon orientalis
      Dente di Paleocarcharodon orientalis
      • Dente di Carcharodon sp. (morfotipo ex Paleocarcharodon orientalis)
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      • Dente di Carcharodon sp. (morfotipo ex Paleocarcharodon orientalis)

      Dente di Carcharodon sp. (morfotipo ex Paleocarcharodon orientalis)

      45,00 €
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      • Tipologia: Dente fossile di squalo
      • Provenienza: Bacino dei Fosfati di Oulad Abdoun, Khouribga, Marocco
      • Età: Paleocene
      • Dimensioni: Diagonale del dente 47,5 mm
      • Riferimento Paleobusiness: SLC F 23
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      Questo reperto è un dente fossile di squalo indicato come Carcharodon sp., riferibile a un morfotipo storicamente discusso in letteratura come “ex Palaeocarcharodon orientalis”. La formula adottata in scheda è volutamente prudente: segnala un’identificazione di genere e, al tempo stesso, conserva la memoria di un inquadramento morfologico usato in passato. In paleontologia dei pesci cartilaginei questa cautela è corretta, perché molti taxa sono definiti principalmente su denti e la nomenclatura può cambiare nel tempo con il migliorare dei confronti e delle revisioni sistematiche.

      Il reperto proviene dal Bacino dei Fosfati di Oulad Abdoun, nell’area di Khouribga (Marocco), ed è inquadrato nel Paleocene. Questo periodo segue immediatamente la grande transizione di fine Cretaceo: gli oceani riorganizzano le loro comunità, le reti alimentari si ricostruiscono e i predatori si riallineano rispetto a nuove disponibilità di prede. In questo quadro, i denti di squalo sono tra i documenti più utili per leggere il cambiamento, perché gli squali rinnovano continuamente la dentatura nel corso della vita e lasciano nel record fossile una quantità di elementi molto superiore rispetto ai loro scheletri, per lo più cartilaginei.

      Un dente è un oggetto funzionale: la sua geometria è una risposta diretta a un problema biologico, cioè catturare, trattenere e gestire una preda in acqua. Senza aggiungere dettagli non verificabili del singolo esemplare, è corretto dire che la forma del dente riflette la strategia alimentare e, in senso più ampio, il ruolo ecologico dell’animale. È anche per questo che i denti sono così efficaci in esposizione: rendono immediata la relazione tra anatomia e comportamento, trasformando un singolo elemento in una finestra su predazione e catene trofiche.

      Il contesto di Oulad Abdoun è noto per depositi fosfatici marini che concentrano resti di vertebrati e invertebrati. In ambienti di piattaforma e bacini costieri, la deposizione e la chimica dei sedimenti possono favorire sia la preservazione sia l’accumulo selettivo di elementi resistenti, come denti e frammenti ossei. In mare, carcasse e parti anatomiche possono essere disperse e rimaneggiate; al contrario, i denti, grazie a smalto e dentina, resistono a trasporto e diagenesi e finiscono spesso per rappresentare in modo affidabile la presenza di predatori nel sistema.

      La scelta di indicare il dente come Carcharodon sp. con nota morfotipica “ex Palaeocarcharodon orientalis” consente una comunicazione chiara e corretta: mantiene l’informazione che il reperto rientra in un ambito morfologico ben riconoscibile, ma evita di forzare un’assegnazione specie-specifica che richiederebbe confronti e criteri tassonomici più dettagliati. È un approccio scientificamente pulito, particolarmente adatto a una scheda che deve essere al tempo stesso divulgativa e affidabile.

      Dal punto di vista didattico, un dente paleocenico del Marocco permette anche di raccontare un concetto più ampio: la continuità dei grandi predatori marini attraverso le crisi e le transizioni. Il Paleocene non è un semplice “dopo”: è un periodo in cui gli ecosistemi riprendono forma e i predatori tornano a occupare posizioni di rilievo nelle reti trofiche. Un dente come questo è dunque una traccia concreta di quell’assestamento, e aiuta a visualizzare come la vita marina abbia ricostruito complessità e stabilità nel tempo profondo.

      In osservazione ravvicinata, la lettura del reperto beneficia di luce radente e angolazioni controllate, utili a distinguere volumi, margini e superfici senza introdurre interpretazioni oltre ciò che è realmente conservato. È un modo semplice e rigoroso per valorizzare la forma e la funzione del dente, lasciando che sia l’evidenza materiale a guidare la narrazione. In vetrina o in collezione, questo tipo di reperto unisce immediatezza visiva e spessore scientifico: un frammento resistente di oceano paleocenico, custodito nei fosfati del Marocco.

      Esemplare originale, sottoposto in laboratorio a interventi standard di preparazione, pulizia e preservazione conservativa finalizzati alla stabilizzazione e alla corretta leggibilità del reperto, nel rispetto delle sue caratteristiche e della matrice.

      Questo esemplare viene consegnato con certificato di garanzia e autenticità Paleobusiness.

      Paleobusiness
      SLC F 23
      1 Articolo

      Scheda tecnica

      Identificazione
      Squalo Paleocarcharodon orientalis
      Provenienza
      Marocco - Khourigba
      Periodo
      Paleocene

      Riferimenti Specifici

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