Ho letto le informazioni in questo link e accetto le condizioni generali e la politica di riservatezza.

      Dente fossile di Otodus Obliquus (In Matrice)
      Dente fossile di Otodus Obliquus (In Matrice)
      Dente fossile di Otodus Obliquus (In Matrice)
      Dente fossile di Otodus Obliquus (In Matrice)
      Dente fossile di Otodus Obliquus (In Matrice)
      Dente fossile di Otodus Obliquus (In Matrice)
      • Dente fossile di Otodus Obliquus (In Matrice)
      • Dente fossile di Otodus Obliquus (In Matrice)
      • Dente fossile di Otodus Obliquus (In Matrice)
      • Dente fossile di Otodus Obliquus (In Matrice)
      • Dente fossile di Otodus Obliquus (In Matrice)
      • Dente fossile di Otodus Obliquus (In Matrice)

      Dente fossile di Otodus Obliquus (In Matrice)

      40,00 €
      Prezzo finale
      Non disponibile
      • Tipologia: Dente fossile di squalo in matrice
      • Provenienza: Oued Zem, Marocco
      • Età: Paleocene
      • Dimensioni: Matrice 99 × 94 × 39 mm; dente (diagonale) 78 mm
      • Riferimento Paleobusiness: SLC F 31
      Quantità:
      No Product available
      • Certificato di autenticità incluso Certificato cartaceo Paleobusiness con bollino olografico anti-contraffazione.
      • Spedizione tracciata e imballaggio protettivo Preparazione rapida e protezioni dedicate per reperti fragili.
      • Supporto clienti WhatsApp Assistenza completa pre e post acquisto.

      Questo reperto è un dente fossile di Otodus obliquus conservato in matrice, proveniente dall’area di Oued Zem (Marocco) e riferito al Paleocene. La matrice non è un semplice “supporto”: è parte della storia del campione, perché mantiene visibile il legame tra il resto biologico e il sedimento che lo ha inglobato. In una collezione strutturata o in un contesto didattico, un dente in matrice funziona come oggetto-ponte: permette di parlare contemporaneamente di anatomia, di ecologia e dei processi naturali che trasformano un elemento organico in documento geologico.

      Oued Zem rientra nel contesto dei grandi bacini fosfatici del Marocco centrale, noti per la ricchezza di vertebrati marini fossili lungo un ampio intervallo tra Cretaceo superiore e Paleogene. In questi ambienti, la combinazione di alta produttività marina, cicli deposizionali e processi di concentrazione favorisce la preservazione di resti resistenti come denti e frammenti ossei. La matrice associata al dente rende più immediata questa lettura: ricorda che il fossile nasce da una sequenza di eventi — deposizione, sepoltura, mineralizzazione — e che ciò che osserviamo oggi è il risultato di una selezione naturale di materiali più adatti a sopravvivere nel tempo profondo.

      Il Paleocene, subito dopo la crisi di fine Cretaceo, è una fase di riorganizzazione degli ecosistemi: le catene alimentari marine recuperano complessità e i predatori tornano a occupare nicchie di vertice. Gli squali, grazie a un corpo idrodinamico e a una dentizione efficiente, restano protagonisti in questo scenario. Anche quando lo scheletro cartilagineo tipico dei Chondrichthyes si conserva raramente, i denti rappresentano una traccia solida e frequente della loro presenza, offrendo una finestra affidabile sulla biodiversità dei predatori e sulle dinamiche trofiche degli antichi mari.

      Otodus obliquus appartiene agli Otodontidae, un gruppo di squali Lamniformes estinti spesso richiamato nelle sintesi evolutive dei “megatoothed sharks”. Il valore museale di un dente riferito a questo taxon sta soprattutto nel rapporto tra forma e funzione: nei grandi lamniformi la dentizione è progettata per presa e taglio, e la geometria della corona è una delle informazioni più importanti per comprendere le strategie alimentari a livello di gruppo. La presenza della matrice rafforza questa lettura, perché tutela il reperto e invita a considerarlo come parte di un contesto naturale, non come un elemento astratto e decontestualizzato.

      Per O. obliquus la letteratura descrive una combinazione diagnostica ricorrente: cuspide principale triangolare, margini di taglio privi di seghettature, cuspidini laterali ben sviluppati e radice robusta. Questo insieme di caratteri è utilizzato come riferimento generale anche per distinguere la specie da forme successive della linea otodontide, nelle quali tendono a modificarsi dimensioni relative, sviluppo delle seghettature e presenza o riduzione dei cuspidini. Sul piano cronologico, la specie è ampiamente riportata tra Paleocene e inizio Eocene in diversi contesti marini, coerentemente con l’inquadramento evolutivo del gruppo.

      Un ulteriore motivo per cui i denti di squalo sono così comuni nei sedimenti marini è biologico: gli Elasmobranchii rinnovano i denti continuamente nel corso della vita, con file successive che avanzano e sostituiscono quelle usurate. Questa sostituzione costante aumenta la probabilità che molti denti vengano persi durante l’alimentazione e raggiungano il fondale, dove — se rapidamente sepolti — possono mineralizzarsi e conservarsi. In termini divulgativi, il reperto permette quindi di spiegare non solo “chi” popolava quei mari, ma anche “perché” certi resti diventano fossili più spesso di altri.

      Esemplare originale, sottoposto in laboratorio a interventi standard di preparazione, pulizia e preservazione conservativa finalizzati alla stabilizzazione e alla corretta leggibilità del reperto, nel rispetto delle sue caratteristiche e della matrice.

      Questo esemplare viene consegnato con certificato di garanzia e autenticità Paleobusiness.

      Paleobusiness
      SLC F 31

      Scheda tecnica

      Identificazione
      Squalo Otodus Obliquus
      Provenienza
      Marocco - Oued Zem
      Periodo
      Paleocene

      Riferimenti Specifici

      Dente fossile di Otodus Obliquus (In Matrice)

      Dente fossile di Otodus Obliquus (In Matrice)

      40,00 €
      Prezzo finale