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      Dente fossile di Squalicorax con patologia
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      • Dente fossile di Squalicorax con patologia
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      Dente fossile di Squalicorax con patologia

      45,00 €
      Prezzo finale
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      • Tipologia: Dente fossile di squalo (Squalicorax) con patologia
      • Provenienza: Oued Zem, Marocco
      • Età: Cretaceo superiore (Maastrichtiano)
      • Dimensioni: 25 × 24 × 7 mm
      • Note: Presenza di alterazione/patologia dentaria
      • Riferimento Paleobusiness: SLC N 1
      Quantità:
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      • Certificato di autenticità incluso Certificato cartaceo Paleobusiness con bollino olografico anti-contraffazione.
      • Spedizione tracciata e imballaggio protettivo Preparazione rapida e protezioni dedicate per reperti fragili.
      • Supporto clienti WhatsApp Assistenza completa pre e post acquisto.

      Questo reperto è un dente fossile di squalo attribuito al genere Squalicorax, proveniente dall’area di Oued Zem (Marocco) e riferito al Cretaceo superiore, con inquadramento maastrichtiano. Il campione presenta un’alterazione dentaria (patologia/anomalia): un aspetto che, oltre a renderlo immediatamente riconoscibile, aggiunge un livello di lettura paleobiologica, perché rimanda a eventi reali della vita dell’animale (traumi, usura o disturbi di crescita) senza trasformarli in certezze non dimostrabili sul singolo esemplare.

      Oued Zem rientra nel grande contesto dei bacini fosfatici del Marocco centrale, sfruttati industrialmente e noti per la ricchezza di vertebrati marini del tardo Cretaceo e del Paleogene. In questi depositi, dinamiche di concentrazione e processi di preservazione favoriscono la conservazione di elementi resistenti come denti, ossa e frammenti scheletrici. Per questo i denti di squalo sono tra i reperti più comuni e, al tempo stesso, tra i più utili per ricostruire la presenza dei predatori e la struttura generale delle comunità marine antiche.

      Il Maastrichtiano è l’ultimo piano del Cretaceo: un periodo in cui gli oceani ospitavano reti trofiche complesse e grandi vertebrati marini. Gli squali, grazie a un corpo efficiente per il nuoto e a una dentizione altamente funzionale, occupavano ruoli importanti ai vertici e ai margini della catena alimentare, alternando predazione e opportunismo. Un dente isolato non permette quasi mai di ricostruire “la storia” del singolo individuo, ma è una traccia robusta e corretta della presenza del gruppo, e quindi del suo ruolo ecologico nell’ambiente di deposizione.

      La presenza di una patologia o anomalia dentaria, quando riconoscibile, è particolarmente interessante perché mostra che anche nel record fossile si possono incontrare “eccezioni biologiche”: denti danneggiati, deformati o cresciuti in modo irregolare. In termini rigorosi è corretto dire che aggiunge interesse collezionistico e scientifico: un dente anomalo è un documento che invita a confronti e interpretazioni (prudenziali) sui processi che possono alterare la dentizione in un predatore marino.

      Per il genere Squalicorax sono ben documentati caratteri generali utili a contestualizzare il reperto: denti triangolari e “a lama” con margini seghettati, tipici di squali lamniformi del Cretaceo. Tracce di morsicatura attribuite a questi denti sono state osservate su resti di grandi rettili marini, suggerendo comportamenti di alimentazione anche su carcasse. Inoltre, in studi dedicati, scheggiature e rotture dei denti di Squalicorax sono interpretate come danni legati all’alimentazione, coerenti con l’idea di una dentizione sottoposta a stress meccanico e con una sostituzione dentaria rapida tipica degli squali.

      In collezione, un dente di Squalicorax da Oued Zem funziona molto bene come reperto didattico: permette di parlare di predazione nel Mesozoico finale, di “forma e funzione” nella dentizione e della selettività della fossilizzazione (si conserva più facilmente ciò che è duro e separabile dal resto dello scheletro). La componente patologica aggiunge un ulteriore livello: mostra che il record fossile non conserva solo forme “ideali”, ma anche deviazioni e danni reali, utili per comprendere la biologia come fenomeno concreto e non perfettamente regolare.

      Un approccio museale corretto a questo tipo di reperto prevede una descrizione sobria: attribuzione al genere (Squalicorax), contesto geologico chiaro (Maastrichtiano, fosfati marocchini) e interpretazione prudente dell’anomalia, senza diagnosi eccessive sul singolo dente. Così il campione rimane scientificamente credibile e al tempo stesso molto comunicativo: un piccolo oggetto capace di raccontare un grande ecosistema marino e, in più, una traccia concreta di “storia biologica” registrata nella dentizione.

      Esemplare originale, sottoposto in laboratorio a interventi standard di preparazione, pulizia e preservazione conservativa finalizzati alla stabilizzazione e alla corretta leggibilità del reperto, nel rispetto delle sue caratteristiche e della matrice.

      Questo esemplare viene consegnato con certificato di garanzia e autenticità Paleobusiness.

      Paleobusiness
      SLC N 1
      1 Articolo

      Scheda tecnica

      Identificazione
      Squalo Squalicorax
      Provenienza
      Marocco - Oued Zem
      Periodo
      Cretaceo superiore

      Riferimenti Specifici

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