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    Neuropteris gigantea
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    Neuropteris gigantea

    45,00 €
    Prezzo finale
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    • Tipologia: Fossile vegetale (fronda/pinnule carbonifera)
    • Provenienza: Montceau-les-Mines (Saône-et-Loire), Francia
    • Età: Carbonifero superiore (Pennsylvaniano; Stephaniano)
    • Dimensioni: 82 × 43 × 7 mm
    Quantità:
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    Questo reperto è un fossile vegetale attribuito a Neuropteris gigantea, proveniente da Montceau-les-Mines (Francia) e riferito al Carbonifero superiore (Pennsylvaniano; Stephaniano). Si tratta di un campione che documenta la vegetazione terrestre del tardo Paleozoico, in un’epoca in cui vaste pianure umide e sistemi fluviali-deltizi ospitavano comunità vegetali molto diverse da quelle attuali. In una lettura museale corretta, un fossile vegetale carbonifero non è una semplice “impronta”: è una traccia di paesaggio che collega biologia, ambiente deposizionale e processi naturali di sepoltura e conservazione.

    Montceau-les-Mines è una località carbonifera di grande rilievo, nota per la ricchezza di flora e fauna e per modalità di conservazione particolarmente istruttive. I fossili possono presentarsi appiattiti in livelli fini (shales) oppure, in altri casi, in preservazioni entro concrezioni sideritiche. Questa variabilità taphonomica spiega perché i reperti vegetali del sito risultino spesso leggibili come compressioni o impressioni: resti di fronde vengono deposti in condizioni relativamente tranquille, inglobati in sedimenti fini e trasformati in una superficie che funziona come archivio naturale.

    Il Carbonifero superiore è un periodo chiave per comprendere l’evoluzione degli ecosistemi terrestri. In molte regioni, il clima e la paleogeografia favoriscono zone umide estese e un’elevata produzione di biomassa vegetale. In questi ambienti, la sedimentazione ripetuta su piane di esondazione e margini di canale può incorporare frequentemente materiale vegetale, contribuendo alla formazione di successioni ricche di resti di piante. Anche quando il campione conserva una porzione limitata, la sua importanza resta alta: è una testimonianza diretta della diversità della flora e delle dinamiche deposizionali del tardo Paleozoico.

    Neuropteris è un nome classico della paleobotanica carbonifera e va interpretato con un punto metodologico importante: spesso è un “form-taxon”, cioè un nome usato per descrivere fogliame isolato quando l’intera pianta (con fusto e organi riproduttivi) non è conservata in associazione. In molti casi, le fronde neuropteridali sono collegate alle pteridosperme (seed ferns), piante estinte dall’aspetto felciforme ma appartenenti a linee gimnospermiche e non alle felci moderne. Questa distinzione è cruciale per una scheda rigorosa: l’aspetto della fronda può ricordare una felce, ma la storia evolutiva e la biologia del gruppo sono diverse.

    In termini morfologici generali, le pinnule neuropteridali sono spesso caratterizzate da un profilo ovato a volte con base più ampia, e da una venazione fine e fitta: una nervatura principale ben evidente che tende a non raggiungere l’apice della pinnula e numerose vene secondarie che si biforcano una o più volte dirigendosi verso il margine. Questi caratteri, descritti per il gruppo e utilizzati a livello comparativo, sono alla base del riconoscimento delle fronde neuropteridali nelle floras del Carbonifero, pur lasciando alla diagnostica di specie (come “gigantea”) un livello di dettaglio che dipende dalla completezza e dalla qualità dei caratteri visibili.

    Dal punto di vista paleoecologico, un reperto attribuito a Neuropteris gigantea contribuisce a ricostruire l’immagine delle “coal forests” del Pennsylvaniano: comunità vegetali complesse, con molte linee di piante che occupano nicchie diverse lungo un mosaico di condizioni idrologiche e sedimentarie. È importante però mantenere un approccio sobrio: dal singolo campione non è corretto dedurre il micro-ambiente specifico di crescita. Ciò che si può dire con solidità è che il reperto documenta flora carbonifera e che la conservazione in sedimenti fini è coerente con deposizione a bassa energia e sepoltura relativamente rapida dei resti vegetali.

    In collezione e in didattica, un fossile vegetale di Montceau-les-Mines è un ottimo “oggetto ponte” tra geologia e storia naturale. Permette di visualizzare la vegetazione del tardo Carbonifero e di spiegare come la paleobotanica lavori con parti di piante, confronti morfologici e contesti sedimentari. Presentato con contesto chiaro e descrizione prudente, il campione diventa un documento naturale capace di raccontare tempo profondo, evoluzione delle piante e processi di fossilizzazione senza bisogno di forzature interpretative.

    Esemplare originale, sottoposto in laboratorio a interventi standard di preparazione, pulizia e preservazione conservativa finalizzati alla stabilizzazione e alla corretta leggibilità del reperto, nel rispetto delle sue caratteristiche e della matrice.

    Questo esemplare viene consegnato con certificato di garanzia e autenticità Paleobusiness.

    Paleobusiness
    VGT H 9
    1 Articolo

    Scheda tecnica

    Identificazione
    Neuropteris cordata
    Provenienza
    Francia - Montceau-les-Mines
    Periodo
    Carbonifero superiore

    Riferimenti Specifici

    Neuropteris gigantea

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    Prezzo finale